[ points of view #7 ] - Dal basso verso l'alto: la realtà del crowdfunding e la sua urgenza

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[ points of view #7 ] – Dal basso verso l’alto: la realtà del crowdfunding e la sua urgenza

February 19, 2015
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Tutte le attività di cinema, al di là dei contenuti artistici e culturali, sono attività di business. Il primo dei canali d’alimentazione comune alle iniziative d’impresa è in effetti la disponibilità di risorse autonome, costituite dai valori patrimoniali degli operatori. In carenza di quelle interne, non resta che ricorrere alle cosiddette risorse esterne.

Resta tuttavia sottostante alla cronica “fame di risorse” del cinema il problema di fondo: la generazione di mezzi propri. Il salto di qualità e allo stesso tempo radicale cambiamento, in questo senso, lo dimostra il crescente tratto distintivo delle produzioni indipendenti, il loro far fronte a queste esigenze di business escogitando nuovi modelli economici (capitalizzazioni e investimenti, risorse immediate, ecc..); tra queste si annovera il crowdfunding, noto processo collaborativo di un gruppo di persone che utilizza il proprio denaro in comune per sostenere gli sforzi di persone e organizzazioni.

Questa pratica di micro-finanziamento dal basso mobilita persone e risorse; un vero e proprio “evento sociale”. Basta citare il più noto processo di crowdfunding svolto dall’attuale presidente USA in campagna elettorale.

Questo sistema non può essere realisticamente la panacea di tutti i mali, né può sostituirsi indiscriminatamente ad una società di produzione, ma si manifesta quale opzione valida per cambiare marcia e alimentare il proprio progetto. In USA il crowdfunding è una realtà già da molti anni e contribuisce al finanziamento di decine di pilot tv, serie per il web e film per il cinema. Non ultimo Pariah, vincitore tra gli altri anche del prestigioso Sundance Festival. Si è oramai perso il conto dei progetti cinematografici nati e portati a termine grazie a questo processo di finanziamento: The Iran Job (regia di Till Schauder, prodotto da Sara Nodjoumi), Keep the Lights On (regia di Ira Sachs, prodotto da Tiny Dancer Films), Room 237 (regia di Rodney Ascher, prodotto da Tim Kirk) e Tchoupitoulas (regia di Turner Ross, prodotto da Court 13 Pictures ed Epic Match Media). Si passa da progetti di realtà piccole ed indipendenti a opere finanziarie più complesse come Veronica Mars che con i suoi 91 mila sostenitori in tutto il mondo, ha rimpinzato le tasche della produzione con la bellezza di 5 milioni e 700 mila dollari raccolti in soli due mesi; la pellicola, diretta dall’ideatore della serie Rob Thomas, con l’aggiunta di qualche piacevole sorpresa attoriale (tra i quali James Franco), è stata distribuita da Warner Bros. Numeri che fanno girare la testa agli scettici e ai vecchi -patetici- tradizionalisti.

Questi alcuni tra i titoli che hanno letteralmente stravolto il sistema finanziario della grande Hollywood, rendendo possibile un cinema nuovo e l’impiego di nuovi flussi di capitali.

Ma in Italia? Prende piede? Lentamente e con riserva. Anche il nostro paese volge lo sguardo al futuro, consapevole che la differenza fra questa forma di finanziamento ed il tradizionale investimento nell’Impresa si annida in un semplicissimo concetto: il finanziatore non richiede un profitto economico in cambio del suo denaro. Il funding avviene semplicemente per sostenere un’idea che piace. In cambio si ottengono benefici (in inglese perks) connessi con l’idea, non con il profitto.

CI sono alcuni aspetti (basilari in altri paesi) che in Italia ancora devono prendere una forma più netta: è possibile, ad esempio, proporre un progetto cinematografico e raccogliere collaboratori per indurre uno sviluppo economico; oppure proporsi come professionista per partecipare a un progetto; o ancora selezionare sceneggiature, investire piccole e grandi quote per la loro realizzazione, seguire tutte le fasi della produzione post-produzione e distribuzione del film fino alla post-distribuzione.

Produzioni dal basso (www.produzionidalbasso.it) è stata la prima piattaforma per le donazioni nel settore cinematografico italiano; esistente dal 2005, ha al suo attivo diversi progetti passati dal “regno astratto delle idee” a quello della messa in scena. I risultati sono notevoli: film indipendenti che hanno raggiunto budget compresi tra i 20.000 ed i 150.000 euro. Questa piattaforma, pertanto, a fronte dei suddetti risultati, rappresenta una opportunità concreta per i film maker indipendenti e intraprendenti. La modalità attraverso cui è possibile usufruire di questo innovativo sistema è, come ogni servizio, utile e in linea con i tempi, semplice, intuitiva e rapida.

La domanda, attraverso la quale volgere il guardo al futuro, è la seguente: pensiamo ancora che questa forma di finanziamento su Internet possa avere successo, quando essa rappresenta già una realtà che, per giunta, muta, cresce e raccoglie sempre più utenti in tutto il mondo? Vogliamo continuare a sollevare delle domande le cui risposte a poco servono se non a rallentare i cambiamenti in atto? Sta già avendo successo! Questo è il dato necessario. La gente si è resa conto del fatto che è semplicemente bello aiutare qualcuno nel perseguire i propri sogni. L’importante è essere sinceri: cosa voglio fare, come voglio coinvolgere e cosa offro in cambio. Ma in fondo si sa che le ricette migliori sono quelle più semplici.

Giuseppe Cassaro

Crowdfunding