[ points of view #4 ] - Charlie Hebdo, saper ridere della Verità.

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[ points of view #4 ] – Charlie Hebdo, saper ridere della Verità.

January 8, 2015
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“Ma cosa ti ha spaventato in questo discorso sul riso? Non elimini il riso eliminando questo libro”- chiede Guglielmo da Baskerville a Jorge da Burgos ne Il nome della rosa. E il vecchio monaco risponde “(…) qui si ribalta la funzione del riso, lo si eleva ad arte, gli si aprono le porte del mondo dei dotti, se ne fa oggetto di filosofia e di perfida teologia. (…) Si trasformerebbe in operazione dell’intelletto quello che nel gesto irriflesso del villano è ancora e fortunatamente operazione del ventre. Che il riso sia proprio dell’uomo è segno del nostro limite di peccatori. Ma da questo libro quante menti corrotte come la tua trarrebbero l’estremo sillogismo, per cui il riso è il fine dell’uomo! Il riso distoglie, per alcuni istanti, il villano dalla paura. Ma la legge si impone attraverso la paura, il cui nome vero è timor di Dio”.

Era un altro tempo e un altro dio, eppure si uccide ancora in nome della religione. O meglio la religione è il mezzo, si è sempre ucciso in nome del Potere e della Paura.

Questo è quello che è accaduto a Charlie Hebdo. Questo è quello che succede ancora nel mondo, in posti ancora non notiziabili e per mano di nemici ancora non riconoscibili. Non desidero banalizzare e sono davvero addolorata per quello che è accaduto. Tuttavia temo ancora di più le spiegazioni dei giornalisti, il dito puntato sul nemico dei politici, gli istinti dei popoli, il fuoco della paura alimentato dalle religioni e il potere del denaro. E proprio contro tutto questo i ragazzi e le ragazze di Charlie Hebdo hanno sempre lottato, a loro modo, attraverso una matita e una sagace ironia. Non facciamoli morire una seconda volta.

“In quel viso devastato dall’odio per la filosofia, ho visto per la prima volta il ritratto dell’Anticristo, che non viene dalla tribù di Giuda come vogliono i suoi annunciatori, né da un paese lontano. L’Anticristo può nascere dalla stessa pietà, dall’eccessivo amor di Dio o dalla verità, come l’eretico nasce dal santo e l’indemoniato dal veggente. Temi, Adso, i profeti e coloro disposti a morire per la verità, ché di solito fan morire moltissimi con loro, spesso prima di loro, talvolta al posto loro. Jorge ha compiuto un’opera diabolica perché amava in modo così lubrico la sua verità da osare tutto pur di distruggere la menzogna. Jorge temeva il secondo libro di Aristotele perché esso forse insegnava davvero a deformare il volto di ogni verità, affinché non diventassimo schiavi dei nostri fantasmi. Forse il compito di chi ama gli uomini e di far ridere della verità, fare ridere la verità, perché l’unica verità è imparare a liberarci dalla passione insana per la verità” (Guglielmo in Il nome della rosa di Umberto Eco).

Gemma Allievi

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